venerdì 1 novembre 2013

Installare ed utilizzare il metodo di input Anthy per la lingua giapponese

Per chi come me ha studiato (o studia) la lingua giapponese, è fondamentale installare sul proprio computer il metodo di inserimento dei caratteri giapponesi. Io ho sempre utilizzato il motore di inserimento chiamato Anthy, quindi, in questa breve guida, vi spiegherò come installarlo e configurarlo.
La distribuzione GNU/Linux che utilizzo è Ubuntu Gnome 13.10, la versione ufficiale di Ubuntu che sfoggia Gnome Shell versione 3.8.

Iniziamo con l'installazione dei pacchetti necessari.
In passato, sulle precedenti release di Ubuntu con Unity, ho sempre installato la lingua giapponese, completa di metodo di inserimento Anthy, tramite il pannello delle impostazioni "Supporto lingue". Bastava cliccare sul pulsante Aggiungi/Rimuovi lingua e spuntare la lingua giapponese, in Ubuntu Gnome 13.10 invece il pannello denominato "Regione e lingua" non ha alcun pulsante per installare una lingua aggiuntiva. Ci sono quindi due modi per aggirare l'ostacolo, installare il vecchio pannello "Supporto lingue" tramite l'Ubuntu Software Center o installare il giapponese direttamente dal Terminale.

Le impostazioni di sistema alle quali ho aggiunto il vecchio "Supporto lingue"

Seguiamo la via più diretta, aprite il Terminale e installiamo i pacchetti con i seguenti comandi:

> sudo apt-get update

Ricordatevi sempre di aggiornare la lista dei pacchetti prima di installare qualcosa.

> sudo apt-get install language-pack-ja language-pack-gnome-ja language-pack-ja-base language-pack-gnome-ja-base

Questo installerà le traduzioni in lingua giapponese del sistema.

> sudo apt-get install ibus anthy anthy-common ibus-anthy

Questo installerà il framework iBus (Intelligent Input Bus) ed il motore di inserimento Anthy per la lingua giapponese.

Ora che avete installato tutti i pacchetti necessari, avviate il programma di configurazione chiamato "Input method". Vi apparirà una finestra dal look piuttosto spartano dove non potrete fare altro (oltre che leggere le informazioni riportate) che cliccare su Ok per andare avanti.

Questo è la finestra spartana di Input Method Configuration

A questo punto vi chiederà se volete esplicitamente selezionare la configurazione e vi consiglierà di rispondere NO, voi invece cliccate su SI!

Vogliamo modificare la configurazione, quindi clicchiamo Si

Quindi vi chiederà di scegliere la configurazione di Input Method, scegliete iBus e cliccate su ok.

Selezioniamo iBus

L'ultima schermata riporterà delle informazioni riassuntive sulla configurazione scelta, cliccate Ok e il programma si chiuderà.

Schermata riepilogativa

Torniamo alle Impostazioni di sistema e aprite il pannello delle impostazioni "Regione e lingua", da qui potete scegliere la lingua di sistema e i metodi di inserimento da utilizzare.
Se cliccate sul tab Sorgenti di input troverete inizialmente la sola lingua italiana nell'elenco. Cliccate sull'icona + e selezionate Giapponese (Anthy), quindi cliccate su Aggiungi. Ora avete due metodi di inserimento nell'elenco, Italiana e Giapponese (Anthy).

Ora avete due sorgenti di input: italiana e giapponese

Selezionando la lingua giapponese comparirà un'icona delle opzioni di Anthy posta in basso, accanto a quella che raffigura la tastiera. Cliccando sulle opzioni potrete personalizzare minuziosamente le funzioni del motore di inserimento.
Una personalizzazione che vi posso consigliare è quella di utilizzare la disposizione della tastiera di default. Cliccate sul tab Typing method e selezionate Default per la Keyboard layout. Questo farà in modo di usare la disposizione della vostra tastiera, presumibilmente italiana, invece di quella americana o giapponese.

Pannello delle opzioni di Anthy

Come potete vedere nella parte destra della finestra, le scorciatoie da tastiera per cambiare metodo di inserimento sono Maiusc+Super+Spazio o Super+Spazio per andare rispettivamente al metodo precedente o a quello successivo. Per "Super" si intende il tasto contrassegnato dal simbolo di Windows sulle tastiere per PC (nel mio caso è il tasto Tux, visto che ho provveduto ad applicarci un apposito adesivo, vedi il post sugli adesivi per coprire il tasto Win), mentre su quelle Mac è il tasto Command (ex tasto Apple nelle tastiere dei vecchi Mac).

Il tasto Tux sulla mia tastiera Logitech

Potete anche notare che, nella barra dei menù posta nella parte superiore dello schermo, adesso avrete un nuovo menù che indica il metodo di inserimento in uso (it oppure あ) e vi permette di cambiarlo.

Un comodo menù per il metodo di inserimento

Bene, ora siete pronti a scrivere in giapponese, magari per tenervi in contatto con i vostri amici del Sol Levante.
Nel prossimo post vorrei parlarvi di Gnome Shell 3.8 e di come ho personalizzato il mio sistema.

mercoledì 11 settembre 2013

Raspberry Pi - come impostare un numero IP statico

In questa guida spiegherò come impostare un indirizzo IP statico sul vostro Raspberry Pi, prima di iniziare la procedura pratica vorrei illustrare un po di teoria.
Un indirizzo IP serve ad identificare un dispositivo collegato in rete, generalmente il vostro router assegna dinamicamente un indirizzo IP ad ogni nuovo dispositivo collegato. Se abbiamo un computer collegato alla rete casalinga e lo scolleghiamo, il suo indirizzo IP viene liberato e lo stesso potrebbe essere assegnato ad un altro nuovo dispositivo che dovesse collegarsi successivamente. La stessa cosa avviene per il vostro Raspberry Pi, il quale ad ogni riavvio potrebbe avere un indirizzo IP differente.
Avere un IP dinamico risulta quindi decisamente scomodo quando vogliamo accedere in remoto al nostro Raspberry Pi, infatti ogni volta dovremmo essere a conoscenza del suo indirizzo IP. Questo vale sia per accedere al nostro hard disk condiviso tramite Samba, sia per accedere a Transmission-daemon o aMule-daemon e ancora se vogliamo accedere tramite SSH.
Impostare un IP statico farà in modo che, all'avvio, il Raspberry Pi otterrà sempre lo stesso indirizzo IP e di conseguenza sapremo sempre a quale indirizzo trovarlo.
Detto questo effettuiamo il login ed iniziamo a conoscere come vedere quale indirizzo IP ha attualmente il Raspberry Pi con il seguente comando:

sudo ifconfig

Questo comando visualizza molte informazioni riguardanti la connessione di rete, in particolare quelle della sezione denominata eth0 riguardano la connessione via cavo ethernet, wlan0 invece riguarda la connessione Wi-Fi.
Le informazioni che ci saranno utili sono l'indirizzo IP, descritto come "indirizzo inet:" e il numero della "Maschera". Un indirizzo IP è formato da quattro serie di numeri separati da un punto, anche la maschera ha un formato simile e di solito è 255.255.255.0, ma non sempre.

Un'altra informazione necessaria è l'indirizzo IP del nostro router, possiamo trovarla con il seguente comando:

route

Anche in questo caso verranno visualizzate diverse informazioni, il valore che vi interessa lo troverete nella riga che inizia con "default", sotto la colonna Gateway.
Nella riga subito sotto invece, sotto la colonna Genmask, troverete il valore della maschera che dovrebbe essere la stessa di quella trovata con ifconfig.

Ora che abbiamo ottenute tutte le informazioni possiamo andare a modificare il file interfaces che si trova in /etc/network/, quindi scriviamo:

cd /etc/network

Facciamo una copia di sicurezza di interfaces in modo da poterlo ripristinare in qualsiasi momento.

sudo cp interfaces interfaces.backup

Ora apriamo interfaces con l'editor di testo nano:

sudo nano interfaces

Il file di default dovrebbe essere come questo:

auto lo

iface lo inet loopback
iface eth0 inet dhcp

allow-hotplug wlan0
iface wlan0 inet manual
wpa-roam /etc/wpa_supplicant/wpa_supplicant.conf
iface default inet dhcp

Prima cosa da fare è aggiungere il carattere # all'inizio della riga "iface eth0 inet dhcp", questo la farà diventare un commento e verrà ignorata.
Quindi subito sotto aggiungiamo le seguenti righe:

auto eth0
iface eth0 inet static

Di seguito aggiungiamo nell'ordine l'indirizzo IP del Raspberry Pi, l'indirizzo del router ed infine la maschera, come segue:

address [indirizzo_IP_del_Raspberry_PI]
gateway [indirizzo_IP_del_router]
netmask [numero_della_maschera]

Alla fine il vostro file dovrebbe somigliare a questo:

auto lo

iface lo inet loopback
#iface eth0 inet dhcp
auto eth0
iface eth0 inet static

address 11.96.182.58
gateway 11.96.172.1
netmask 255.255.255.0

allow-hotplug wlan0
iface wlan0 inet manual
wpa-roam /etc/wpa_supplicant/wpa_supplicant.conf
iface default inet dhcp

Salviamo premendo i tasti Ctrl + o, premiamo il tasto Invio per confermare il nome del file, quindi usciamo dall'editor con Ctrl + x.
Ora riavviamo il Raspberry Pi scrivendo

sudo reboot

Se non avete fatto errori ora l'indirizzo IP sarà quello da voi impostato.
Verifichiamo se la connessione ad internet funziona provando con il comando ping sul sito di Google o qualunque altro indirizzo valido.

ping www.google.com

Il risultato deve essere qualcosa del genere:

PING www.google.com (173.194.40.20) 56(84) bytes of data.
64 bytes from mil02s06-in-f20.1e100.net (173.194.40.20): icmp_req=1 ttl=51 time=264 ms
64 bytes from mil02s06-in-f20.1e100.net (173.194.40.20): icmp_req=3 ttl=51 time=267 ms
64 bytes from mil02s06-in-f20.1e100.net (173.194.40.20): icmp_req=4 ttl=51 time=232 ms
64 bytes from mil02s06-in-f20.1e100.net (173.194.40.20): icmp_req=5 ttl=51 time=237 ms

Fermatelo premendo Ctrl + c.
Avete finito, il vostro Raspberry Pi ora ha l'indirizzo IP statico e saprete sempre come collegarvi in remoto.